Associazione Nazionale Magistrati Convegno
GIOVANI MAGISTRATI E FUTURO DELLA GIUSTIZIA (Palermo, 9 giugno 2007)

Stipendi e spese dei giovani magistrati
relazione di Manuela Persico – Procura di Agrigento
STIPENDI E SPESE DEI GIOVANI MAGISTRATI-

La trattazione della tematica relativa alla presente relazione non può prescindere da un inquadramento teorico di stampo sistematico-senza il quale la stessa rimarrebbe puro elenco di numeri e cifre-, che deve necessariamente riallacciarsi alla precedente relazione svolta dal collega Riccardo Fuzio, pur essendo specificamente indirizzata in particolare alla questione economica dei giovani magistrati.

Mi piace, allora, pensare che la risoluzione della questione relativa al se gli stipendi della magistratura ordinaria, al netto delle spese da sostenersi, siano o meno adeguati, sia interconnessa alla generale ‘questione economica’ dei Magistrati ed attenga al rapporto tra tipo di attività esercitata (dove per tipo si intende: natura, qualità e funzione, sia valevoli in sé e per sé, sia rapportate agli ambiti-personali, umani e reali- in cui sono destinate ad agire) e considerazione sociale che se ne dà.

E sì! Perché nella attuale società capitalistica esiste una stretta relazione tra quanto ciascun soggetto-nell’ambito della propria attività lavorativa-serve (melius: viene considerato servire) all’utilità ed all’accrescimento del benessere collettivo e quanto gli viene destinato quale ‘controprestazione economica’ , in un’ottica ‘sinallagmatica’.

Il rischio è proprio quello che venga mal interpretato il senso del ‘servire alla società’ e che quindi determinate categorie di lavoratori (quali, in primis, e non lo dimentichiamo, quella degli insegnanti e dei professori, anche universitari, nonché, nella misura che andremo a vedere, anche quella della magistratura ordinaria) subiscano il danno dell’essere considerate poco ‘alla moda’ in un contesto in cui, tutto sommato, l’educazione alla cultura, alla conoscenza, al senso civico ed ai valori primari della solidarietà umana (cui si ispirano i principi dello ius gentium del non uccidere, del non arrecare danno morale o materiale agli altri, ed ancora, i principi generali del non perseguire con denaro pubblico fini privatistici, del rispettare i ‘patti’ assunti etc.) non appaiono strettamente necessari, ed anzi vengono vissuti come un po’ ‘fastidiosi’, perché limitativi dell’espressione di un individualismo egocentrico assoluto e miope.

Il punto su cui dibattere diventa, allora, quello dell’’adeguatezza’ e della ‘proporzionalità’ della retribuzione economica della nostra categoria professionale in relazione al munus pubblico esercitato (e questo a prescindere dal fatto che si intervenga con la propria attività professionale a dirimere conflitti di stampo civilistico ovvero a ricercare la ‘verità’ processuale nelle sfere interessate dal diritto penale).

La determinazione delle suddette ‘adeguatezza’ e ‘proporzionalità’ deve collocarsi, per acquistare una sua concreta valenza, in un ambito di ‘rapporto comparativo’ con le retribuzioni di altre categorie di stampo dirigenziale in qualche modo avvicinabili a quella della magistratura ordinaria, per le seguenti due questioni:

-perché i concetti stessi di ‘adeguatezza’ e ‘proporzionalità’ sono per loro natura ‘relativi’ e dunque acquistano una consistenza ed una valenza solo se rapportati ad altre ‘situazioni simili’ e/o in parte divergenti (a condizione di delinearne gli elementi di eterogeneità);

-perché non ha senso alcuno porre a confronto situazioni diverse e dunque, nella fattispecie, lavori aventi diverse natura (es.: pubblico rispetto a privato) e/o struttura, oppure lavori che si basano su di un rapporto assolutamente diverso tra coefficiente di stabilità e criteri di retribuzione (es.: lavoro del tutto disancorato da parametri di produttività e di raggiungimento di risultati e lavoro completamente ancorato ai medesimi).

Dunque, non saranno neanche considerati nella mia relazione quei lavori che attengono al solo ambito del ‘privato’ (quali quelli relativi alle ccdd. libere professioni, come, nell’ambito giuridico, la professione dell’avvocato, ovvero le dirigenze private), per l’evidente ragione che chi decide di intraprendere un tale tipo di professione decide, a monte, di entrare nel mercato del lavoro e di entrarci facendo, di volta in volta, un’offerta di prestazione lavorativa, che poi deve incontrare specifiche ‘accettazioni’ per far perfezionare singoli rapporti lavorativi, che parte e controparte gestiranno-dati certi parametri tariffari-in libera autonomia negoziale-

Chiaramente, un lavoro che è basato sul rischio individuale attinente alla ricerca del cliente e che non comporta nè presuppone alcun vincolo di ‘dipendenza statale e/o comunque pubblica’ ma neanche privata, consente al singolo individuo che lo esercita di guadagnare massimamente tanto o massimamente poco, a seconda di una serie di circostanze, ancorate a situazioni di tipo ambientale, di tipo personale (come l’abilità nel cercare e nel soddisfare le esigenze e le richieste del singolo cliente, l’esperienza ed i contatti sociali a propria disposizione-che, chiaramente, tendono ad aumentare con il crescere dell’età e dunque sono generalmente non molto espansi in quella giovane-per cui, ad esempio, un ‘giovane avvocato’ ha sicuramente una rilevante difficoltà ad affermarsi nei mercati già-peraltro-saturi in cui è inserito), che niente hanno a che spartire con un lavoro basato sull’inserimento in pianta organica in seguito al superamento di un pubblico concorso e sull’obbligo di svolgimento della pubblica funzione secondo principi di buon andamento e di imparzialità, oltre che, come nel caso della magistratura, sull’obbligo di applicare la volontà del legislatore interpretandola ed adattandola al caso di fattispecie concreta, facendo, o cercando di fare ‘giustizia’.

Riguardo al confronto con categorie ‘pubbliche’ in certa misura ‘privatizzate’, come ad esempio quella dei Segretari comunali e provinciali, si deve mettere subito in luce che gli elementi di ‘privatizzazione’ che caratterizzano in misura piuttosto ragguardevole l’attuale figura così come disciplinata dal legislatore (tra i quali: mero diritto, in seguito al superamento del pubblico concorso, di essere ‘collocati’ in un albo da cui i singoli Sindaci e Presidenti della provincia possono, al momento della loro elezione, attingere per effettuare una ‘scelta’ che dura il tempo del mandato politico e che può, al ricorrere di determinate circostanze di gravi inadempienze del segretario-reali o presunte tali-, anche cessare nei suoi effetti giuridici in seguito ad una revoca motivata; parametrazione di alcune voci stipendiali, quali la cd. Retribuzione di posizione, all’attribuzione di funzioni aggiuntive oltre a quelle ccdd. istituzionali, tra cui la dirigenza di servizi ed uffici comunali, in mancanza di idonee figure professionali nell’Ente; possibilità di conferimento al segretario comunale di funzioni quali quella di ‘direttore generale’ collegate al perseguimento ed al conseguimento di singoli obiettivi di gestione; individuazione dello specifico coefficiente complessivo di retribuzione in relazione alla singola realtà ambientale comunale, in cui il segretario comunale o provinciale si trova ad operare, soprattutto in relazione alla percezione dei ccdd. diritti di segreteria, collegati e dipendenti dal rogito di atti e di contratti in cui è parte l’ente pubblico di appartenenza;), consentono-peraltro per mero ‘scrupolo comparativo’-di effettuare dei semplici accostamenti tra le relative situazioni di retribuzione economica.

I DATI salienti che caratterizzano la ‘carriera economica’ della magistratura ordinaria (e che si ritiene opportuno sintetizzare per rispondere al quesito sull’adeguatezza degli stipendi) sono rappresentati dai seguenti:

1)Il fatto che, ad oggi, il passaggio da una classe economica ad un’altra avviene in maniera automatica-in forza del solo trascorrere del tempo-, così come avviene in maniera automatica sia l’adeguamento automatico della retribuzione triennale (ancorato agli aumenti della retribuzione del pubblico impiego), sia l’attribuzione degli scatti retributivi biennali all’interno di ciascuna classe stipendiale.

E’ necessario però mettere in luce che nell’ultima bozza di riforma dell’ordinamento giudiziario i suddetti meccanismi di passaggio sono ancorati al superamento di una valutazione di professionalità ogni quadriennio a decorrere dalla data di nomina, che può ultimarsi in uno dei seguenti modi: -con un giudizio ‘positivo’; -con un giudizio ‘non positivo’; -con un giudizio ‘negativo’. E che nel caso di una valutazione negativa si determina:

-la perdita del diritto all’aumento periodico di stipendio per un biennio;

-il mancato perfezionarsi di uno dei presupposti per il conferimento delle varie funzioni giudiziarie-

2)Il fatto che il passaggio economico di cui sopra prescinde dall’effettivo esercizio di funzioni anche quando esso è parametrato ad un astratto mutamento di funzioni (per es.: funzioni di consigliere di corte di appello, funzioni di consigliere di cassazione), nella misura in cui-al di là della circostanza relativa al se si esercitino o meno in concreto funzioni ‘superiori’ a quelle di primo grado- (e questo punto non sembra essere toccato dall’ultimo disegno di legge di riforma dell’ordinamento giuridico, salvo quanto detto nel punto precedente), il magistrato, dopo il trascorrere di un certo lasso di tempo (che- vedremo dopo-per la corte di appello è di tredici anni e per la cassazione è di venti anni dalla nomina), raggiunge la maturazione dello stipendio relativo alle sopradette funzioni di secondo o di terzo grado.

3)Il fatto che nello stipendio del Magistrato ordinario non compaiono in alcun modo voci di natura ‘accessoria’; l’intero stipendio (ripartito nelle tre voci dello stipendio, dell’indennità integrativa speciale e dell’indennità giudiziaria) rappresenta un ‘unicum’, un importo fisso ed invariabile, non ancorato in alcun modo a: quantità e/o qualità delle funzioni svolte, tempo impiegato a svolgerle, tipologia delle medesime-

Nessuna previsione di voce accessoria vuol dire che è richiesto al magistrato ordinario solo una cosa: di fare tutto il suo dovere, fino in fondo, e che il suo dovere di bene amministrare il servizio giustizia o viene soddisfatto totalmente o non viene soddisfatto per niente, non essendo previsto uno sforzo aggiuntivo che può compiere. Quello che può compiere in più è sempre compreso nel suo dovere. Da qui un sostanziale mancato incentivo della qualità e della quantità del lavoro svolto (lasciate solo allo spirito spesso di abnegazione del singolo) ed una ingiusta equiparazione tra soggetti che spesso sono accomunati solo dal fatto di appartenere formalmente alla medesima funzione generale giudiziaria e che, però, la esercitano in maniera completamente difforme.

4)Il fatto-che è una conseguenza del principio basilare della eguaglianza tra i magistrati-, che essi, tutti, percepiscono, al maturare dei vari anni di carriera (carriera ovviamente in senso atecnico) esattamente gli stessi coefficienti di emolumento economico, anche se svolgono funzioni direttive.

Si ricorda che le uniche eccezioni a quanto suddetto sono rappresentate:

-dal Procuratore generale presso la Corte di Cassazione;

-dal Presidente aggiunto presso la Corte di Cassazione;

-dal Primo Presidente della Corte di Cassazione;

-dal Presidente del Tribunale Superiore delle acque pubbliche.

La retribuzione mensile-

Un uditore giudiziario senza funzioni, nei primi n. 6 mesi di servizio, al netto di tutte le ritenute, trattenute etc., percepisce una retribuzione netta di E. 1.680,50.=;

Dopo n. 6 mesi di funzioni, sempre senza funzioni, percepisce netti E. 1.820,77.=;

Con le funzioni, l’uditore giudiziario comincia a percepire integralmente la voce dello stipendio denominata ‘indennità giudiziaria’, che dunque raddoppia e, da un importo netto pari ad E. 378,02, diventa pari a circa E. 756,00.= nette.

Il Magistrato di Tribunale (qualifica che si acquisisce dopo n. 3 anni dalla nomina-anche se, ben sappiamo che spesso occorre aspettare anche più di un anno per avere il riconoscimento della relativa qualifica che, chiaramente, assieme alla corresponsione del maggiore stipendio, retroagisce al compimento del terzo anno dalla suddetta nomina-con la percezione dello stipendio arretrato rivalutato con gli interessi moratori) percepisce, al lordo, E. 6.628.549.=, corrispondenti a circa E. 3.200,00.=netti.

Il Magistrato di Tribunale dopo 3 anni dalla nomina (e dunque dopo 5 anni dalla iniziale nomina) percepisce, al lordo, E. 8.590.673.=, corrispondenti a circa E. 3.500,00.=netti.

Il Magistrato di Corte di Appello (qualifica che si acquisisce dopo n. 13 anni dalla nomina) percepisce, al lordo, E.11.338.940.=, circa E. 4.500,00= netti;

Il Magistrato di Corte di Cassazione (qualifica che si acquisisce dopo n. 20 anni dalla nomina) percepisce, al lordo, E. 13.278.745.=, circa E. 6.000.000.= netti;

Il Magistrato di Corte di Cassazione con nomina alle funzioni direttive superiori percepisce, al lordo, E. 15.758.089.=, E. 6.341.000.= netti;

CONFRONTO con le seguenti funzioni:
G.A.:

La progressione economica dei magistrati amministrativi E’ EQUIPARATA a quella dei magistrati dell’ordine giudiziario, ma si perfeziona per intero in soli n. 8 anni dalla nomina dei medesimi.

Gli stessi la hanno, infatti, ‘parametrata’ a quella dei magistrati ordinari, ma:

-iniziano da subito a percepire uno stipendio di importo pari a quello percepito dai magistrati ordinari nominati ‘magistrati di Tribunale’ con n. 3 anni di servizio (dunque ‘saltando’ n. 5 anni di servizio della magistratura ordinaria), con la qualifica di ‘referendario’;

-dopo soli n. 4 anni dalla nomina percepiscono lo stipendio pari a quello di un consigliere di Corte di Appello (dunque ‘saltando’ n. 9 anni di servizio della magistratura ordinaria; si ricorda, infatti, che da parte dei magistrati ordinari si comincia a percepire lo stipendio di consigliere di appello dopo tredici anni dalla nomina), con la qualifica di ‘I referendario’;

-dopo altri (ed ultimi) n. 4 anni (dunque dopo complessivi n. 8 anni) dalla nomina percepiscono lo stipendio pari a quello di un consigliere di corte di cassazione (dunque ‘saltando’ n. 12 anni di servizio della magistratura ordinaria; si ricorda, infatti, che da parte dei magistrati ordinari si comincia a percepire lo stipendio di consigliere di cassazione dopo ben venti anni dalla nomina), con la qualifica di ‘consigliere del Tar’;

Esiste una voce in qualche modo definibile ‘accessoria’ nella CONSIDERAZIONE della retribuzione lavorativa COMPLESSIVA spettante alla magistratura amministrativa: CHE E’ QUELLA attribuita in seguito all’espletamento di funzioni di arbitrato (i giudici amministrativi, in forza dell’ultima riforma normativa, possono esercitare solo funzioni di ‘presidente’ delle commissioni arbitrarie, mentre- ricordiamolo-a favore della magistratura ordinaria è oggi inibito il conferimento di incarichi arbitrali).

Ci sono due tipi di arbitrati; 1)quello cd. autorizzato, non conferito dal consiglio, ma conferito dai singoli ‘intuitu personae’ al singolo giudice; 2)e quello conferito, attribuito dal consiglio; in questo caso, a seguito di sorteggio e di individuazione del beneficiario, il compenso va al 50% all’arbitro e al 50% al fondo perequativo e redistribuito trimestralmente tra i colleghi (criterio che vale in assoluto anche per tutti gli altri incarichi conferiti dal consiglio).

Procuratori di Stato e Avvocati di Stato:

Anche la progressione economica dei procuratori dello Stato e degli avvocati dello Stato E’ EQUIPARATA a quella dei magistrati dell’ordine giudiziario, ma secondo la seguente tabella:

Un ‘Procuratore dello Stato alla I classe di stipendio’ (tali qualifica e classe si acquisiscono con la nomina a procuratore dello stato dei vincitori del pubblico concorso) percepisce quanto percepisce un uditore giudiziario, dopo n. 6 mesi dalla nomina;

(dunque ‘saltando’ i primi n. 6 mesi della magistratura ordinaria);

Un ‘Procuratore dello Stato alla II classe di stipendio’ (tali qualifica e classe si attribuiscono secondo il turno di anzianità e previo giudizio favorevole, ai procuratori dello Stato che abbiano una anzianità effettiva di n. 2 anni nella I classe) percepisce quanto percepisce un aggiunto giudiziario;

Un ‘Avvocato dello Stato alla I classe di stipendio ed un procuratore dello Stato alla III classe di stipendio’ (le prime suddette qualifica e classe si acquisiscono con la nomina ad avvocato dello Stato-per concorso dopo due anni o per anzianità dopo n. 8, nei limiti dei posti disponibili-; le seconde qualifica e classe si attribuiscono, secondo il turno di anzianità e previo giudizio favorevole, ai procuratori dello Stato che abbiano una anzianità effettiva di n. 3 anni nella II classe) percepiscono quanto percepisce un giudice di tribunale;

(per il procuratore alla III classe c’è una identità con la retribuzione del magistrato di Tribunale con n. 3 anni di servizio; per l’avvocato alla I classe se supera il concorso dopo n. 2 anni, ‘salta’ n. 3 anni della magistratura ordinaria; altrimenti-se aspetta gli otto anni dell’anzianità, ne ‘perde’ tre dalla nomina);

Un ‘Avvocato dello Stato alla II classe di stipendio ed un procuratore dello Stato alla IV classe di stipendio’(le prime suddette qualifica e classe si attribuiscono, secondo il turno di anzianità e previo giudizio favorevole, agli avvocati dello Stato che abbiano un’anzianità di n. 3 anni nella prima classe; le seconde qualifica e classe si attribuiscono ai procuratori dello Stato che abbiano una anzianità effettiva di otto anni nella terza classe) percepiscono quanto percepisce un consigliere di corte d’Appello;

(per il procuratore alla IV classe c’è una identità con la retribuzione del consigliere di corte di Appello; per l’avvocato, se si aspetta l’anzianità dei servizio, vale la stessa identità; se si accede per concorso dopo n. 2 anni, si ‘saltano’ n. 8 anni della magistratura ordinaria);

Un ‘Avvocato dello Stato alla III classe di stipendio’ (tali qualifica e classe si attribuiscono, secondo il turno di anzianità e previo giudizio favorevole, agli avvocati dello Stato che abbiano un’anzianità di servizio di n. 5 anni nella II classe) percepisce quanto percepisce un consigliere di cassazione;

(si ‘saltano’, dunque, 12 anni della magistratura ordinaria-COME AVVIENE PER LA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA-atteso che ne devono trascorrere n. 8 dalla nomina, mentre per il magistrato ordinario ne devono trascorrere ben n. 20);

Un ‘Avvocato di Stato alla IV classe di stipendio’ (tali qualifica e classe si attribuiscono, secondo il turno di anzianità e previo parere favorevole, agli avvocati che abbiano un’anzianità di servizio di n. 8 anni nella III classe) percepisce quanto percepisce un Presidente di Sezione della Corte di Cassazione (e quindi un consigliere di Cassazione);

Un ‘Avvocato generale dello Stato’ percepisce quanto percepisce il procuratore generale della Corte di Cassazione-

Anche la retribuzione spettante alla categoria appena esaminata si basa in parte su di una voce ‘accessoria’; la stessa è rappresentata dagli ‘onorari’ ex L. n. 103 del 1979.

Questi ultimi sono riconosciuti al singolo procuratore/avvocato di Stato quando lo Stato esce dal giudizio ‘vincente’ e dunque senza oneri da sostenere.

-Segretari CC.e PP.;

Riguardo alla categoria dei Segretari Comunali e Provinciali, premesso quanto sopra detto, si mette in luce che la progressione economica degli stessi (a parte il complesso di voci accessorie che sono state anche sopra delineate) non avviene in modo ‘automatico’, bensì è strettamente ancorata al tipo di ente locale (dove per ‘tipo’ di intende ente classificato in base alla relativa grandezza-calcolata questa per numero di soggetti residenti e per individuazione della relativa natura ‘a vocazione turistisca’ o non-ed individuata in ‘classe’) in cui lo stesso esercita la propria professione.

Le voci dell’indennità integrativa speciale e dello stipendio tabellare sono sempre le stesse (in qualsiasi classe di Comune) e sono le seguenti:

-Indennità Integrativa Speciale: E. 7.000,00.= circa all’anno;

-Stipendio Tabellare: E. 20.000,00.=circa all’anno;

Quella che cambia, per la varie ‘classi’ di Comuni di seguito rappresentate, è la voce della cd. ‘retribuzione di posizione’, negli importi seguenti:

Per un segretario comunale di un Comune di cd.’classe IV’ (Comune fino a 3.000 abitanti), pari a L. 18.000.000.=annui;

Per un segretario comunale di un Comune di cd. ‘classe III’ (Comune fino a 10.000 abitanti), pari a L. 21.000.000.=annui;

Per un segretario comunale di un Comune di ‘segreteria generale’(Comune fino a 65.000 abitanti), pari a L. 36.000.000.=annui;

Per un segretario comunale di un Comune fino a 250.000 abitanti, pari a L. 48.000.000.=annui;

Per un segretario comunale in enti oltre i 250.000 abitanti, in capoluoghi di provincia ed in amministrazioni provinciali, pari a L. 70.000.000.=;

Per un segretario comunale con incarico in enti metropolitani, pari a L. 83.000.000.=annui;

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Si ricava, dall’illustrazione sopra effettuata, ed anche dal confronto effettuato con le suddette altre n. 3 categorie di stampo ‘dirigenziale’ più o meno equipollenti che:

1)Innanzitutto gli stipendi di ‘entrata’ per gli uditori (sia senza che con funzioni) è assolutamente bassa e non incentivante in alcun modo l’ingresso nella magistratura (condizione che, se non risolta, potrebbe comportare il serio rischio che i più bravi tra i laureati in giurisprudenza, se non sospinti da una vera e profonda passione-non chiamiamola ‘vocazione’, che potrebbe essere pericoloso-, decidano di intraprendere altre carriere ben più lucrose);

2)Il disagio sopra rappresentato si evidenzia soprattutto al momento della presa di servizio effettiva, attesa la media delle seguenti spese (fisse) che-per area geografica- sono sostenute dagli uditori con funzioni:

-AREA NORD-EST:
Es.:Verona:

-Casa (di medie dimensioni): E. 800,00.=mensili;

-Condomini:Alti;

-Bollette: in particolare per quelle del riscaldamento dipende dalla situazione climatica, ma queste ultime possono anche arrivare a circa E. 1.000,00.= all’anno;

-Viaggi in aereo: aeroporti: in Verona e in Venezia; tariffe diverse a seconda della tratta, ma in media E. 180,00.= a viaggio (andata e ritorno), tranne situazioni particolari come i viaggi fatti con l’alpieagles e/o con la win-jet, che consentono, se prenotati in tempo, anche tratte di andata e ritorno di scarsi E. 100.00.= (con punte verso il basso di E. 64,00 circa quali occasioni speciali proposte da ultimo dalla compagnia Alpieagles)-

-AREA NORD-OVEST:

Es.: Milano:

Casa (di medie dimensioni): E. 900,00.=mensili;(però cambia in maniera considerevole, a seconda che ci sia il verde o meno e a seconda che ci sia silenzio o meno);

-Condomini:Molto alti (circa E. 1.800,00.= all’anno);

-Bollette: in particolare per quelle del riscaldamento dipende dalla situazione climatica, ma queste ultime possono anche arrivare a circa E. 1.000,00.= all’anno;

-Viaggi in aereo: aeroporti: in Milano (n. 2:Linate e Malpensa) e in Bergamo; tariffe diverse a seconda della tratta, ma in media E. 150,00.= a viaggio (andata e ritorno), tranne situazioni particolari come i viaggi fatti con la win-jet ed altre compagnie low-cost, che consentono, se prenotati in tempo, anche tratte di andata e ritorno di scarsi E. 100.00.= ;

-AREA SUD ISOLE:

Presupposto: Cambia moltissimo a seconda, per esempio in Sicilia, che si tratti di una zona orientale o occidentale, o meridionale o settentrionale e comunque a seconda (e questo è il ‘discrimen’ fondamentale) che si tratti di città, quali Palermo o Catania, o di piccoli centri, quali Agrigento, Caltanissetta, Enna, pur rimanendo nella qualificazione ‘formale’ di città. (Nei paesi in senso stretto i prezzi sono di gran lunga inferiori, salvo, come capita anche per chi vive in Agrigento, Caltanissetta o Enna, dover necessariamente, al fine di portare a condizioni dignitose la qualità della via, intraprendere una serie di spostamenti e di attività, che concorrono a riequilibrare gli apparenti bassi costi di vita).

Es.:Agrigento e Caltanissetta:

-Casa: E. 450,00.=mensili –oggi anche E.500,00-600,00 (anche case molto grandi, atteso che tutte quasi lo sono, avendo l’implicita finalità di contenere famiglie formate da numeri cospicui e che non appare una grossa differenza al variare del numero delle stanze);

-Condomini:bassi;

-Bollette: vale quello detto anche per le altre sedi italiane, con l’aggiunta che il costo del riscaldamento che in astratto dovrebbe essere di gran lunga inferiore a quello che si paga al Nord Italia, in realtà potrebbe non discostarsene molto, attesa la posizione collinare della città dei Templi

-Il costo per i viaggi varia moltissimo, a seconda della tratta che si vuole coprire, atteso, ad esempio, che per le tratte di Napoli, di Venezia, e comunque per quelle coperte dall’alpieagles, vale quanto detto a proposito di Venezia e di Verona, mentre la Sicilia (sia da Catania che da Palermo-l’aeroporto di Trapani è solo marginale) è collegata male con la stessa Roma (rispetto alla quale un viaggio andata e ritorno costa intorno ad E. 180,00.= se si trovano buone tariffe) ed è collegata malissimo con Torino nonché con altre tratte del Nord-Italia;

AREA SUD:
Es.:Cosenza;

-Casa: E. 350,00.= mensili;

-Spese condominiali: molto basse (scarsi E. 200,00.= all’anno);

-Viaggi: economici a mezzo treno;

Es.: E. 26,00.= a tratta per Napoli in Eurostar, cl. II;

AREA CENTRO:
Es.:Livorno:

-Casa: E. 600,00.=, comprensivi di condominio e di quasi tutte le spese per utenze;

-Spese condominiali:Medie;

-Viaggi: variano a seconda che si utilizzi il treno, la macchina o gli aerei (che sono economici, secondo la tariffa low-cost, da Pisa);

Es.:Spoleto:

-Casa: E. 400,00.= per una camera, un salottino ed i servizi;

-Spese condominiali: basse;

-Viaggi: macchina per vari tratti dell’Italia;

-Spese per neve (tra cui: gomme per la stessa), a causa delle particolari condizioni climatiche ed ambientali della zona;

POI, Le spese per:

-Asilo: vanno da un massimo di circa E. 350,00.= mensili al Nord (tutto), ad un minimo di E. 160.00,00.= al Sud (tutto);

-Pulizie domestiche: vanno da un massimo di E. 7,00/8,00 all’ora al Nord, ad un minimo di E. 6,00 all’ora al Sud;

-Mantenimento dei bambini: vanno da un massimo di E. 6,00/8,00 all’ora al Nord, ad un minimo di E. 5,00 al Sud;

Vanno, poi, ad aggiungersi, le spese per il vitto (che tendono ad aumentare dal Sud al Nord in maniera piuttosto esponenziale).

In sede di prima assegnazione, poi, in linea di massima (a meno che non si vada in case già ammobiliate) occorre aggiungere ai suddetti gli importi relativi alle spese per l’acquisto del primo mobilio (che, pur volendo ricorrere a soluzioni ‘comode’ per i giovani, quale potrebbe essere quella di rivolgersi all’offerta di grandi MAGAZZINI di distribuzione, non si aggira mai su meno di circa E. 10.000,00.=per una casa di medie dimensioni).

I magistrati non hanno, infatti, diritto all’alloggio di servizio (anche se lavorano a migliaia di Km. da casa) e questo a differenza dei militari o, ad esempio, dei bancari.

Si ricorda che in forza della presa di servizio si ha diritto (oltre che ad un’indennità cd. ‘di prima assegnazione’, ripartita in più scadenze mensili ed attribuita oramai direttamente dalla Direzione Provinciale del Tesoro), alla cd. ‘indennità di trasferimento’ o di ‘tramutamento’(che si calcola nel seguente modo: in base alla cd. ‘pesa pubblica’ ed al calcolo della distanza kilometrica dalla sede di provenienza, si effettua un rimborso delle spese di trasloco fino a 40 quintali, per un importo di E. 0,007 per Quintale e per Kilometro, nonché il riconoscimento di un’indennità pari ad un importo corrispondente a 3 x l’indennità integrativa speciale +E. 87.80) (per le sedi ccdd. ‘disagiate il moltiplicando è rappresentato dal coefficiente 9 al posto di 3).

Si ricorda, poi, che i magistrati assegnati a sedi ccdd. ‘disagiate’, a partire dal terzo anno di servizio e per quattro anni consecutivi, percepiscono un’indennità aggiuntiva di circa E. 700,00.= mensili (cosa che non accade per i magistrati assegnati a sedi a ccdd. ‘copertura necessaria’).

Ancora da considerarsi sono le spese per l’aggiornamento professionale, atteso che:

-Il costo per l’abbonamento a riviste giuridiche costa una media di E. 300,00.= all’anno;

-I Tribunali, tranne forse alla presa di servizio (almeno così è accaduto ad Agrigento) non conferiscono codici, mai testi (e con il mutamento continuo sia legislativo che giurisprudenziale occorre acquistarne almeno un paio all’anno-compresi i testi)(per non parlare, poi, del materiale di cancelleria che da ultimo scarseggia, dovendo spesso fare economia sulla carta e dovendo acquistare spesso pennarelli e post-it);

-Per seguire i corsi di formazione decentrata bisogna portarsi presso le sedi ove si svolge la stessa formazione (che, ad esempio, nel caso di Agrigento è Palermo), con i relativi costi di benzina, nonché sacrificio (però corretto) di tempo per lo svolgimento del lavoro ordinario (nel caso di Palermo, anche con assunzione di pericolo relativo al percorso della strada definita ‘della morte’);

-L’ammissione ai corsi di formazione centrale avviene molto più raramente di quanto sarebbe necessario a chi ‘sta-in quanto giovane magistrato-formandosi’; quando, però, ’capita’ di essere ammessi a qualche corso centrale (io personalmente per circa n. 2 anni e mezzo, quasi appena giunta in Sicilia, sono stata lasciata ‘a formarmi sul campo’) interviene direttamente come intermediaria la Seneca viaggi-convenzionata con il CSM ad effettuare sia la prenotazione che il pagamento della tratta su Roma (e questo, a mio avviso, rappresenta uno degli unici punti a favore dell’attuale criterio di gestione delle assegnazione dei corsi in argomento)-

Tutto questo ed ancora altro, che non riesce ad essere compreso nella mia relazione, e che si lascia alle successive relazioni, nonché agli interventi che verranno.

Manuela Persico
Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento