DIARIO DI UN VPO DELUSO
Lo stop all'attività dei VPO... ovvero come fanno le Procure e i Tribunali a navigare nel mare magnum dell'arretrato se gli si tolgono i rematori!
di Giorgio Bertola - Vpo Padova

Sollecitato e stimolato dalla lettura di una articolo apparso su La Stampa di oggi (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=H07HY), vorrei condividere con chi legge alcune, spero brevi, considerazioni sul futuro dell’esperienza della magistratura onoraria all’interno del processo penale.

Ricopro ormai da qualche anno, questo è il terzo, le funzioni di Vice Procuratore Onorario Alla Procura di Padova. Esperienza estremamente formativa e che personalmente consiglierei a chiunque si volesse accingere ad esercitare la professione, sia come avvocato che come magistrato.

Fare il Vpo, almeno fino all’estate scorsa, voleva dire occuparsi delle udienze avanti al Giudice di Pace, al Tribunale in composizione monocratica oltre che redigere i Decreti di citazione a giudizio nei procedimenti avanti al GdP e rendere i pareri ex art. 21 dlgs 274/00 nei Ricorsi immediati.

Tutte queste attività erano e in parte sono tuttora, “lautamente” retribuite. Ben 98 euro lordi per ogni giornata di udienza e 98 euro lordi per ogni 15 capi d’imputazione/pareri redatti, insomma una pacchia.

La legge e uno stuolo di circolari interpretative, prevederebbero anche la corresponsione di un ulteriore gettone di euro 98 lordi al verificarsi di determinate condizioni (camere di consiglio,riti speciali, trattazione di cause afferenti a ruoli diversi o avanti a giudici diversi…).

Tali condizioni, però, si verificano in quasi tutte le Procure del Veneto ad eccezione che a Padova.

A fronte di una moltitudine di richieste di molti colleghi la linea della Procura patavina è sempre stata quella di restringere il più possibile i casi in cui irrogare la seconda indennità sì da renderla nei fatti impossibile (ad onor del vero uno dei pochissimi casi ammessi è quello in cui si faccia udienza nella medesima giornata in sedi giudiziarie diverse, tipo Padova e Cittadella, ma all’esame “Il dono dell’ubiquità” l’ultima volta mi hanno bocciato!).

Di fatto siamo l’unica Procura che liquida una sola indennità a prescindere dal carico e dalla tipologia dell’udienza!

Le ragioni della politica dell’Ufficio sono sicuramente meritorie perché puntano a non aumentare le spese del servizio giustizia che grava sul bilancio dello Stato, ma di fatto siamo le cenerentole del Veneto a fronte di un impegno gravoso visto il carico di lavoro che soffoca il nostro ufficio.

Come se non bastasse, come ricorda l’articolo che ho linkato prima (chiedo venia dell’espressione eccessivamente gergale), dall’estate scorsa non vengono più liquidate le attività fuori udienza e quindi a Padova i Vpo non redigono più i Decreti di citazione avanti il GdP ne tantomeno i pareri ex art. 21.

Come se non bastasse, grazie alle continue modifiche ai metodi di pagamento (tramite Banca d’Italia, Procura Generale, Tesoreria Provinciale delle Agenzie delle Entrate, poi di nuovo Procura Generale per quanti hanno partita iva e infine mediante doppio canale Tesoreria/Procura Generale a seconda che si chieda il gettone d’udienza piuttosto che il rimborso delle spese di missione!!!), sempre dall’estate scorsa sono bloccati (per modifiche alle modalità di pagamento) i rimborsi delle spese di missione (benzina, autostrada, pasti) che ovviamente vengono anticipate dai singoli Vpo che vanno in esterna con le proprie auto perché la Procura non ha ne auto ne autisti per portarli!

Ma i disagi non sono finiti qui:

1 - i fascicoli in udienza dal GdP te li devi portare con i sacchetti di plastica della spesa perché non ci sono i raccoglitori;

2 - quando vai in esterna dal monocratico i raccoglitori ce li hai, così puoi essere felice di farti un po’ di pesi per trasportare a braccia i 10 faldoni dell’udienza filtro di turno;

3 - per avere un carrello per portare i faldoni dal 4° piano al garage devi elemosinare favori, dai quali ti sdebiterai a ridosso della pensione, nella speranza che non serva a nessuno in ufficio per appoggiare i fascicoli che straripano da armadi e scaffali.

Ecco a fronte dell’immane sforzo che si fa per mandare avanti una baracca che un qualunque imprenditore privato avrebbe già chiuso da tempo, ci vengono tagliate le competenze oltre che l’indennità e tutto a discapito della celerità della risposta giudiziaria alle istanze del cittadino (che francamente mi domando come mai si rivolga ancora allo stato per far valere i suoi diritti?!?!).

Perché l’idea geniale di chi ha concepito il DDL di riforma sulla magistratura onoraria deve essere stata del seguente tenore: “Intanto i magistrati onorari dovrebbero essere onorati di essere parte del sistema giudiziario e quindi anche se li paghiamo la metà mica se ne vanno” e infatti nel DDL il gettone giornaliero da 98+98 passa a 50 tondi per non più di 12 udienze al mese (non che adesso ne faccia più 6-7!!).

Poi devono aver detto “facciamo diventare i GdP dei Giudici togati minori, chissà che così nelle statistiche il numero di Magistrati per abitanti salga un po’ e poi così non c’è bisogno di assumere nuovi magistrati ordinari basta arruolare uno stuolo di onorari che costano molto ma molto meno e siccome lavorano a cottimo sono portati a puntare sulla quantità che tanto la scommessa della qualità l’abbiamo persa da tempo!”.

Ecco questa è follia pura!

Il mio tirocinio (a volte sorrido a chiamarlo così) si è così svolto: devi fare almeno 6 udienze al mese per 3 mesi. Poi fare un elenco delle udienze a cui hai partecipato e se vuoi scrivi ce cosa ne hai imparato.

Prego????

E così io sarei in grado di scendere in quella fossa dei leoni che è un’aula giudiziaria per farmi sbranare dal Foro? E infatti la mia prima udienza mi ci è voluto una settimana per prepararmi visto che nessuno mi aveva spiegato come si faceva… poi per fortuna o impari a nuotare o affoghi… e sono ancora qui.

In tutto questo la riforma vorrebbe assegnare ai Nuovi magistrati onorari tutta una serie di competenze fuori udienza retribuite a cottimo. Peccato che per esempio i Vpo non abbiano tutta questa attività extra udienza da fare e quindi di fatto si vedranno decurtato del 50% l’indennità d’udienza.

Ogni tanto mi chiedo che cosa succederebbe se il Legislatore si dimenticasse che deve eliminare la norma che manda tutti i magistrati onorari a casa a giugno 2008. Francamente credo che le Procure e i Tribunali si fermerebbero.

Ecco stando così le cose sentire qualcuno parlare di istituzione dell’ufficio del processo quando non vi è neanche la carta per le stampanti o le stampanti stesse e quando i 3 pc che dividiamo in 13 nella nostra stanza sono così vecchi che a volte non si accendono proprio, fa un po’ sorridere. Un sorriso molto amaro però.

La cosa più curiosa e che la magistratura onoraria, nelle sue componenti di got, vpo, gdp, è nata per essere temporanea e quindi, come tutte le cose temporanee, si è nei fatti stabilizzati con buona pace dei 3 anni + 3 (o 4+4+4 per i gdp). Il problema è che essendo un’esperienza a termine nessuno ci ha mai fatto un serio pensiero di professionalità per gestire il piccolo quotidiano ed è quindi allo stato in un limbo.

Ci sono Circondari dove un onorario guadagna il doppio di un togato, altri dove l’indennità non raggiunge quella delle signore delle pulizie (e lo dico con massimo rispetto, perché il lavoro svolto dignitosamente nobilita a prescindere da quale esso sia).

C’è evidentemente qualcosa che non va. Sarebbe già un passo avanti decidere se staccare o meno la spina a questo sistema malato, ma se lo si vuole tenere in vita è opportuno investire cospicue risorse nelle persone e nei mezzi che si danno a questi professionisti del diritto prestati all’esercizio della funzione giurisdizionale.

Giorgio Bertola
Vpo Padova