Processo breve
FATTI (oggettivi) e PAROLE (svolazzanti e molto più facili...)
Un'altra magistratura....
Costituzione attuale e... futura
Responsabilità dei giudici
Proviamo a esaminare i principali argomenti portati a sostegno dell'ormai famoso emendamento-Pini...| Prassi virtuose |
MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA - Comunicato del 25.9.03
La lettura del testo di ddl per la riforma ordinamentale approvato in
Commissione giustizia non può provocare solo stupore e indignazione. Né
ci si può limitare alle analisi tecnico-giuridiche (che, peraltro, siamo
costretti a rivedere di pari passo con l'irrompere degli emendamenti sulla scena
della "contrattazione" politica).
Infatti, c'è poco da disquisire: si tratta di un'aggressione pura e semplice alla indipendenza della magistratura, alle sue prerogative costituzionali, alla libera espressione del pensiero. E', insomma, un attacco alla democrazia. Si tratta di un disegno di legge che, senza risolvere uno solo dei problemi reali che affliggono la giustizia, in via principale riconducibili alle inerzie del Ministro della Giustizia rispetto alle sue competenze ex art. 110 della Costituzione, intende intimidire la magistratura: si prefigura uno scenario allucinante, con i giudici privati della funzione interpretativa della legge e del diritto di libera associazione, subordinati alla volontà della maggioranza politica, costretti a non avere rapporti con la stampa, a non intervenire nei dibattiti sociali e culturali che abbiano anche solo una parvenza di riflesso sulla politica e sulla politica giudiziaria.
Si introducono nella legge, altresì, espressioni (come il divieto di
"interpretazione della legge a contenuto creativo") che non hanno
alcun diritto di cittadinanza nel lessico della legislazione in qualsiasi
settore della vita civile, il tutto nel quadro di un indirizzo politico punitivo
ed anticostituzionale.
Mentre l'opposizione praticamente tace (come ha fatto anche durante il
dibattito in commissione giustizia), la maggioranza di governo, richiamata
all'ordine, esulta; nè si scorgono segnali di dissociazione da parte di chi
pure si è proclamato difensore strenuo della legalità.
Si ha la conferma, anzi, che gli insulti volgari dei mesi scorsi rivolti da
governanti e parlamentari ai magistrati, altro non erano se la lucida
preparazione dell' ulteriore scontro di queste ore. Non siamo di fronte ad una
mera provocazione destinata a cadere nel corso dell'iter parlamentare, ma ad un
lucido disegno per sgomberare il terreno da ogni possibile ostacolo al
dispiegamento del potere assoluto della maggioranza che a tanto si ritiene
abilitata dall'esito del voto.
Di fronte a questo quadro drammatico (ogni definizione diversa suonerebbe
offesa all'intelligenza dei cittadini), l'Associazione
Magistrati deve, in nome dei principi costituzionali, elaborare ed attuare
una ferma strategia di opposizione : nessun dialogo è ormai possibile con chi
persegue fini diversi da quelli dell'efficienza della giustizia, occorre
perseguire ogni tipo di utile collegamento con i giuristi di tutt'Europa e
con cittadini ed associazioni sensibili ai temi della legalità, occorre
coinvolgere le istituzioni ai massimi livelli, occorre organizzare una grande
manifestazione nazionale in una sede pubblica con migliaia di cittadini al
nostro fianco, occorre pensare sin d'ora ad uno sciopero di lunga durata in cui
siano assicurati i soli servizi essenziali, occorre aprire i palazzi ai
cittadini e far conoscere loro in quali condizioni lavoriamo, ed occorre
denunciare in qualsiasi sede le aggressioni di proporzioni inimmaginabili di cui
è oggetto la magistratura italiana.
Armando Spataro
(Segretario del Movimento per la Giustizia)














