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Sul "blocca processi"

Le modifiche annunciate ieri all’emendamento che tutti denominano ‘blocca processi’ dimostrano che le critiche della magistratura associata e del CSM, oggetto di accuse di arbitrio ed invasione di campo, erano fondate ............... Noi magistrati vogliamo che ci sia la possibilità di fare, in tempi ragionevoli e bene, TUTTI i processi, ricorrere a sospensioni e rinvii è comunque strada perdente e sbagliata; per questo continuiamo a chiedere, inascoltati, semplificazione e razionalizzazione dei riti processuali, modifica della geografia degli uffici giudiziari, attribuzione di risorse indispensabili

Le modifiche annunciate ieri all’emendamento che tutti denominano ‘blocca processi’ dimostrano che le critiche della magistratura associata e del CSM, oggetto di accuse di arbitrio ed invasione di campo, erano fondate. Di più: dimostrano che la magistratura associata è costretta ad esercitare il proprio diritto di critica e proposta proprio per salvaguardare l’interesse dei cittadini ad una giustizia che abbia ancora qualche speranza di funzionare.

Infatti gli interessi dei cittadini e quelli dei magistrati convergono in questo: che la giustizia possa funzionare con efficacia e secondo regole serie e ragionevoli. Per i cittadini serve a garantire una corretta convivenza sociale, per i magistrati serve a conservare l’indipendenza voluta dalla Costituzione.

Devono però essere molto chiare due cose:

- noi magistrati vogliamo che ci sia la possibilità di fare, in tempi ragionevoli e bene, TUTTI i processi, ricorrere a sospensioni e rinvii è comunque strada perdente e sbagliata; per questo continuiamo a chiedere, inascoltati, semplificazione e razionalizzazione dei riti processuali, modifica della geografia degli uffici giudiziari, attribuzione di risorse indispensabili;

- la straordinaria efficienza che il Parlamento sta mostrando, nell’approvare in pochi giorni ed ore norme in materia di giustizia che interessano, dimostra che se vi fosse la reale volontà di intervenire per rendere efficace la giurisdizione questo potrebbe essere fatto in tempi brevi; se non lo si fa, è ipocrita indicare ai cittadini la magistratura come responsabile dell’insopportabile mal funzionamento della giurisdizione.

Rimane, sempre, il dubbio se davvero la politica dei partiti ha interesse al funzionamento efficace della giurisdizione. Confidiamo che i fatti possano dimostrare l’infondatezza del dubbio.

Venezia – Roma, 12.7.08

CARLO CITTERIO

Segretario generale del Movimento per la Giustizia