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per stimolare il confronto in libertà dei punti di vista
sulle varie tematiche della Giustizia

Inaugurazione anno giudiziario

11-02-2016 Hits:2229 Csm NEWS

Inaugurazione anno giudiziario

  INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2016 – DISTRETTO DI TORINOINTERVENTO DEL RAPPRESENTANTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA ANTONELLO ARDITURO      

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Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto

04-09-2015 Hits:4951 Penale

Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto

Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto. Questioni, risolte o ancora aperte, relative all’istituto di cui all’art. 625 bis...

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Condizioni di lavoro

19-05-2015 Hits:3835 ANM attività

Condizioni di lavoro

Le due alternative  della politica associativa dell’ANM in materia di condizioni di lavoro sempre piu’ impossibili di Carlo CITTERIO      

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Sulla sentenza al presente indicativo

19-05-2015 Hits:4902 Opinioni

Sulla sentenza al presente indicativo

  Sulla sentenza al presente indicativo: fondamento normativo ed esteticodi Franco PETROLATI                

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25 anni di CODICE DI PROCEDURA PENALE

28-04-2015 Hits:4457 Il caso

25 anni di CODICE DI PROCEDURA PENALE

25 anni di CODICE DI PROCEDURA PENALE: riflessioni sparse di un giudice e di un avvocato Carlo Citterio – Pietro Someda Pubblichiamo le riflessioni...

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Mors tua vita mea...

11-04-2015 Hits:5214 Il caso

Mors tua vita mea...

MORS TUA VITA MEAProblematiche anche giuridiche sul trapianto degli organi(PAOLA CAMERAN – capitoli 1-3 e CLAUDIO RAGO – capitolo 4)(estratto...

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Esperienze, iniziative e progetti relativi alla riorganizzazione degli uffici giudiziari, all’utilizzazione delle nuove tecnologie, alle best practices, alla elaborazione di indicatori e strumenti per il controllo di gestione per dare un momento di confronto, di elaborazione e di diffusione aperto.

VISITA

Paolo BORSELLINO

entrato in magistratura nel 1964, esercitava le funzioni giurisdizionali quale giudice del Tribunale di Enna, pretore di Mazara del Vallo e di Marsala; nel 1975 prendeva servizio presso il Tribunale di Palermo ove svolgeva le funzioni di giudice istruttore penale; nel luglio 1986 veniva nominato procuratore della Repubblica di Marsala, e nel marzo 1992 faceva ritorno negli uffici palermitani assumendo le funzioni di procuratore della Repubblica aggiunto. BORSELLINO, unitamente a Giovanni FALCONE, faceva parte, nel periodo della sua permanenza presso l'ufficio istruzione penale del tribunale di Palermo, del pool di magistrati (diretto dai Consiglieri istruttori Rocco CHINNICI prima, e Antonio CAPONNETTO poi) impegnato in modo professionale elevatissimo e con una dedizione a tempo pieno eccezionale ad inquisire la criminalità mafiosa nei suoi più svariati aspetti. Il predetto, tra gli altri, istruiva il processo a carico della mafia di Altofonte con 21 imputati, quello a carico di Bonanno ed altri nove coimputati per l'omicidio in persona del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, il procedimento a carico di Filippo Marchese e altri 14 imputati per l'omicidio in persona del vice Questore Boris Giuliano. Partecipava all'istruzione, assieme a Giovanni Falcone, Leonardo Guarnotta, Giuseppe Di Lello, del c.d. maxi-processo contro la mafia, con 707 imputati, che imponeva ai magistrati un lavoro di indagini di assoluta complessità e delicatezza, che si concludeva con la redazione di una sentenza-ordinanza di oltre 8.000 pagine (in cui la posizione di ciascuno dei 475 imputati rinviati a giudizio veniva compendiata in apposite schede); tale imponente lavoro istruttorio consentiva una conoscenza del tutto inedita del fenomeno mafioso. Il giorno 19 luglio 1992 - domenica (a meno di due mesi dall'eccidio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta), verso le ore 18, Paolo Borsellino si stava recando a visitare la madre in Via D'Amelio a Palermo; giunto davanti al portone d'ingresso scendeva dall'auto blindata sotto la vigilanza della scorta: in quel momento si verificava una deflagrazione violentissima proveniente da un'autovettura FIAT 126 parcheggiata di fronte al portone che determinava danni gravissimi alle abitazioni circostanti e a numerose vetture parcheggiate nelle vicinanze. Così il magistrato perdeva la vita, e con lui cinque agenti: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Limuli.

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